I due esempi riportati di seguito devono essere inseriti nel case study relativo al voto, poiché sono più aggiornati

Cambiamento climatico: il voto di BP dimostra il potere del coinvolgimento

Aviva Investors, in collaborazione con Hermes EOS, e Legal & General hanno presentato una delibera degli azionisti nel maggio 2019, chiedendo al management di BP di chiarire in che modo la strategia della società sia coerente con gli obiettivi fissati nell'Accordo di Parigi. La delibera chiedeva infatti alla società di includere nelle proprie relazioni aziendali (1) la modalità di valutazione della coerenza di ogni nuovo sostanziale investimento di capitale con gli obiettivi di Parigi (2) un esame dei propri parametri e obiettivi di performance finanziaria e non finanziaria al fine di garantire che riflettano gli obiettivi dell'accordo sul clima di Parigi e (3) un rapporto annuale sui progressi compiuti.

Il più importante dilemma strategico oggi presente nel settore del petrolio e gas è il cambiamento climatico.  Per la scienza è tutto assolutamente chiaro: la maggior parte delle emissioni di gas serra sono causate dall'attività umana, compresa la combustione di combustibili fossili. Il riconoscimento di questa realtà richiede quindi modifiche fondamentali al nostro sistema energetico, se vogliamo raggiungere gli obiettivi di Parigi di limitare il riscaldamento globale a "ben al di sotto dei 2 °C". Le società, come ad esempio BP, si trovano al centro di questo dilemma, ma potrebbero potenzialmente offrire le soluzioni giuste per far accelerare il passaggio verso un futuro a basse emissioni di carbonio. L'industria petrolifera e del gas può raggiungere o superare l'obiettivo dell’Accordo sul clima di Parigi e gli investitori devono quindi comprendere in che misura le società petrolifere stanno stanziando impropriamente il capitale per progetti di recupero di siti dismessi (brown-field) o di insediamento di nuovi impianti industriali (green-field) i cui aspetti economici sono a rischio in base a diversi scenari a basse emissioni di carbonio. Per mitigare questo rischio, gli azionisti devono avere la garanzia che le società abbiano una strategia di transizione a lungo termine per diversificare le proprie linee di business.

In passato, le informative limitate sul rischio climatico di BP hanno reso difficile per gli investitori avere o meno la conferma della conformità degli investimenti della società nel settore degli idrocarburi con l'Accordo di Parigi. Sebbene BP stia aumentando gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili, la società ha in programma anche il potenziamento della produzione di petrolio e di gas. La delibera, promossa da Aviva Investors assieme a Hermes e a L&G, chiedeva alla società di valutare la compatibilità tra ciascun progetto di sviluppo dei combustibili fossili e l’Accordo di Parigi. L’Accordo si propone di mantenere il riscaldamento climatico del pianeta molto al di sotto dei due gradi in più rispetto alla temperatura dell’era preindustriale, e anzi di puntare a limitarne l’aumento a 1,50 gradi Celsius. La delibera di BP è stata motivata del timore che la società divulgasse informazioni non sufficienti a consentire agli investitori di valutare la compatibilità della sua strategia – e in particolare gli investimenti previsti nei giacimenti di combustibili fossili – con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Inoltre quest’insufficienza rendeva difficile giudicare la validità dell’investimento nel lungo periodo.

Nei mesi precedenti l'Assemblea generale annuale, Aviva Investors ha collaborato con il Senior Leadership Team di BP nel soddisfare le rigorose richieste della delibera allo scopo di assicurare il supporto del management della società.

La delibera sul clima, proposta da Aviva Investors insieme ai membri del gruppo di investitori Climate Action 100+ e supportata dal consiglio di amministrazione di BP, è stata approvata con il 99,14% dei voti espressi all'assemblea generale annuale di BP. Si tratta di un livello senza precedenti di sostegno degli azionisti a una delibera legata al clima e ha segnalato una chiara domanda di maggiori informazioni sul modo in cui BP intende allineare la propria attività commerciale agli obiettivi di Parigi relativi al clima. Ora la sfida per BP consiste nel dimostrare in che misura le sue spese in conto capitale siano in linea con quanto stabilito dall'Accordo di Parigi e in che modo essa stimi l'efficacia dei suoi obiettivi e indicatori di performance per conseguire tale risultato. Aviva Investors, in collaborazione con gli investitori di CA 100+, ha da allora ulteriormente spronato la società a mettere in atto le richieste specificate nella delibera e continuerà a farlo. 

Nota: i nomi delle società sono riportati al solo scopo informativo. Non si tratta di un'offerta di vendita di titoli, né di un invito all'acquisto degli stessi.

Unilever - L’obiettivo di dimezzare l'uso della plastica vergine sottolinea il potere della voce degli azionisti. 

Quando abbiamo incontrato il CEO Alan Jope nel mese di luglio, gli abbiamo riferito il nostro parere secondo cui gli obiettivi esistenti della società in materia di plastica erano obsoleti e non ambiziosi, considerato il rapido cambiamento dell’opinione pubblica sul problema. Anche quest'anno abbiamo collaborato con la società e altri investitori nell'ambito della Plastic Solutions Investor Alliance, coordinata da una ONG statunitense chiamata "As You Sow", che aveva come bersaglio Unilever, Pepsico, P&G e Nestle. Sebbene la mossa di Unilever sia chiaramente dettata dal forte consenso popolare fin dal programma Blue Planet di David Attenborough e della nuova legislazione su questo tema, siamo orgogliosi che la nostra voce di azionista chiave, in collaborazione con altri investitori, possa far parte del cambiamento.

Il CEO di Unilever, Alan Jope, ha dichiarato che non c'era "alcun paradosso" tra un’attività economica sostenibile e una migliore performance finanziaria. “Siamo fermamente convinti che la sostenibilità porti a un miglioramento del fatturato e dei profitti.” 

Unilever, la società dietro a marchi quali PG Tips, Domestos e Hellmans, ha annunciato l'intenzione di dimezzare la quantità di plastica vergine che utilizza. Questo impegno fa di Unilever la prima grande società globale di beni di consumo a impegnarsi in una riduzione assoluta delle materie plastiche all'interno del suo portafoglio. Ha intenzione di ridurre drasticamente l'uso della plastica nei prossimi cinque anni utilizzando più plastica riciclata e individuando altri materiali alternativi, come ad es. la vendita di dentifricio in compresse masticabili, tra le altre cose. Si impegna inoltre a ridurre la quantità di confezioni di plastica prodotte annualmente di circa il 14% entro il 2025 per tutti i suoi marchi, dal sapone Dove al tè Lipton. I nuovi impegni della società sono complementari a due impegni precedenti per l'uso del 25% di plastica riciclata nelle proprie confezioni e per rendere tutte le confezioni in plastica riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025. 

Gli elementi principali della strategia relativa alla plastica sono:

  • Confezioni multiuso (riutilizzabili e/o ricaricabili)
  • Soluzioni "senza plastica" (materiali di imballaggio alternativi o prodotti non confezionati)
  • Riduzione della quantità di plastica nelle confezioni esistenti (concentrazione) o sostituzione di imballaggi in plastica non riciclata con plastiche riciclate
  • L'innovazione dei prodotti è un elemento fondamentale per risolvere il problema. Nell’ambito di un progetto pilota lanciato all'inizio di quest'anno, Unilever inizierà presto a vendere dentifricio fornito in compresse masticabili, in modo da evitare la necessità di tubetti di dentifricio in plastica difficili da riciclare.

La mossa segue annunci simili di molte altre società, tra cui in particolare Procter & Gamble e Nestle. Procter & Gamble, che produce Fairy e Lenor, ha dichiarato ad aprile di avere in programma il dimezzamento della quantità di plastica utilizzata entro il 2030. Nestle ha annunciato che avrebbe eliminato tutte le materie plastiche non riciclabili dalle sue confezioni entro il 2025.

Nota: i nomi delle società sono riportati al solo scopo informativo. Non si tratta di un'offerta di vendita di titoli, né di un invito all'acquisto degli stessi.

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