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Secondo Nick Samouilhan, gli investitori dovrebbero indirizzare maggiormente la ricerca di reddito verso i mercati emergenti, alla luce delle difficili condizioni permanenti sui mercati sviluppati.

Negli ultimi mesi, il quadro non è molto cambiato per gli investitori alla ricerca di reddito, dati i rendimenti relativamente limitati disponibili sui mercati che hanno tradizionalmente offerto fonti di reddito stabili. I rendimenti azionari restano bassi, con il rendimento lordo al rimborso per l'Indice FTSE All World invariato al 2,4 per cento nel trimestre chiuso a giugno1. Al contempo, i rendimenti obbligazionari offrono scarsa consolazione. A giugno la banca centrale statunitense, la Federal Reserve, ha operato il terzo rialzo trimestrale consecutivo dei tassi d'interesse, prospettando la probabilità di altri aumenti. Il rendimento dei Treasury decennali è comunque sceso al 2,28 per cento a fine giugno rispetto al 2,41 per cento di fine marzo, mentre i rendimenti dei Gilt e dei Bund rimangono a bassissimi livelli2&3.

Gli spread sulle obbligazioni investment grade e high yield continuano a loro volta a diminuire. Gli stimoli messi in atto dalle banche centrali in Europa e Giappone hanno alimentato il calo, spingendo gli investitori miranti al reddito a indirizzare la ricerca verso aree più rischiose dei mercati. 

Opportunità emergenti

Alla luce di tutto questo, dov'è che gli investitori alla ricerca di reddito possono trovare opportunità? Le azioni dei mercati emergenti possono rappresentare un'opzione. Nel 2016, l'asset class ha messo a segno un guadagno di poco inferiore al 12 per cento, in termini di rendimento totale in dollari USA, che si è però dimostrato solo un'anticipazione del 2017. Dall'inizio dell'anno a fine maggio, l'asset class è infatti salita del 17 per cento su base comparabile4.

Sebbene la crescita degli utili delle società dei ME abbia superato quella delle aziende dei mercati sviluppati, dal 2014 le azioni dei mercati emergenti sono state costantemente scambiate a uno sconto di circa il 30 per cento rispetto a quelle dei mercati sviluppati. Le stime degli utili continuano a offrire supporto ai mercati emergenti5.

Beneficiano inoltre di svariati fattori favorevoli quali un dollaro più debole del previsto (che ha mitigato i timori che la stretta della politica monetaria da parte della Federal Reserve possa esercitare pressioni sul debito denominato in dollari delle economie emergenti) e l'attenuazione delle paure che il Presidente Trump persegua misure protezionistiche aggressive.

Il miglioramento delle prospettive economiche globali sostiene anch'esso le stime degli utili societari su tutti i mercati emergenti. Paesi come Brasile e Russia, che hanno entrambi subito pesanti recessioni negli ultimi due anni, stanno ora procedendo verso un'espansione economica. L'importanza della Cina e la forza della sua economia non possono essere sottovalutate per i mercati emergenti e anche su questo fronte i dati sono incoraggianti. Siamo convinti della possibilità che la Cina riesca a registrare una crescita più elevata dell'obiettivo del 6,5 - 7 per cento stabilito per quest'anno. La domanda esterna, in particolare entro il perimetro asiatico, si sta dimostrando più forte del previsto, mentre l'economia trae a sua volta profitto dalla robusta domanda interna. 

Potenziale di crescita

Oltre a fruire di un rendimento relativamente soddisfacente, coloro che investono in azioni dei mercati emergenti hanno maggiori possibilità di beneficiare della crescita del capitale, perché i titoli che generano livelli di reddito più elevati nei mercati sviluppati tendono a essere concentrati in settori difensivi, come i servizi di pubblica utilità, mentre nell'universo emergente prevalgono i titoli con dividendi in crescita.

Tra i mercati preferiti in quest'area vi sono Sudafrica e Turchia, nonostante i problemi politici ed economici. Il Sudafrica è caduto in recessione, il suo rating creditizio è stato declassato, vi sono preoccupazioni per il mantenimento dell'indipendenza della banca centrale e il Presidente Zuma, il cui mandato scade nel 2019, deve far fronte a crescenti richieste di dimissioni anticipate6. Al tempo stesso, il rating creditizio della Turchia è stato quest'anno declassato al livello di “junk” (spazzatura) da tutte le principali agenzie di rating7. La situazione politica rimane tesa dopo il fallito colpo di stato dello scorso luglio e vi sono preoccupazioni per le prospettive economiche a lungo termine8. Le azioni in tali mercati hanno tuttavia subito pesantissime flessioni e il profilo rischio-rendimento appare interessante nel breve-medio termine. 

I rendimenti dei titoli di stato turchi offrono a loro volta opportunità. Lo scorso anno, la banca centrale ha aumentato i tassi d'interesse per contenere l'inflazione, ma nuovi aumenti sembrano improbabili dati i timori per le prospettive di crescita economica. Le obbligazioni sovrane turche decennali, denominate in dollari, rendono attualmente oltre il cinque per cento e offrono pertanto uno spread interessante rispetto ai Treasury9.

L'Indonesia figura anch'essa tra gli emittenti preferiti ed è ora uno dei mercati emergenti a crescita più elevata, come dimostrato dall'espansione di oltre il cinque per cento registrata nel primo trimestre del 201710. Il ritmo di crescita è inferiore rispetto all'India (7,5 per cento nello stesso periodo)11, ma significativamente superiore a quello del Brasile (stimato tra lo 0,7 e lo 0,8 per cento)12. Il governo ha lanciato un ambizioso programma di riforme mirante ad ampliare la base imponibile, accelerare gli investimenti in infrastrutture nel paese, tagliare i sussidi energetici e ridurre la burocrazia.

Prediligiamo inoltre varie strategie d'investimento in grado di generare una crescita del capitale che ci consenta di distribuire un reddito. Preferiamo per esempio la rupia indiana, una valuta che dovrebbe beneficiare delle ottime performance dell'economia, destinata a crescere del 7,3 per cento nell'esercizio finanziario 2017/201813. Le preoccupazioni per l'indipendenza della Reserve Bank of India, emerse a fronte del ruolo della banca centrale nel richiamo dell'86 per cento della moneta del paese lo scorso novembre, si sono anch'esse dissipate. A giugno, la banca ha ignorato le pressioni del governo miranti ad allentare la politica monetaria e ha mantenuto i tassi invariati al 6,25 per cento14.

Il governo sta a sua volta procedendo ad alcune riforme radicali e politicamente impegnative e la demonetizzazione dell'economia è un esempio emblematico in proposito. Tale misura ha penalizzato l'economia nel breve termine ma, eliminando ampie sacche di economia sommersa, dovrebbe incrementare il gettito fiscale nel lungo termine. L'introduzione della nuova imposta sui beni e servizi a partire dal 1° luglio, dovrebbe ridurre gli ostacoli burocratici e aumentare il gettito fiscale, favorendo la crescita economica nel lungo termine grazie all'eliminazione delle barriere interne agli scambi commerciali, con conseguenti incrementi di produttività, secondo l'agenzia di rating Fitch15.

L'autosufficienza dell'India dovrebbe anch'essa sostenere la moneta. In un mondo di incertezze, l'India può contare su mezzi adeguati per far fronte a instabilità politiche, quali una crescita del protezionismo o una regressione dell'economia globale. Alla chiusura dell'esercizio finanziario 2015/2016, le esportazioni rappresentavano meno del 13 per cento del PIL, mentre il debito estero costituiva appena il 23,4 per cento del PIL16.

Attrattività dell'Europa

Sebbene il quadro per i mercati sviluppati sia più complesso, esistono ancora opportunità per gli investitori attenti. Al momento, prediligiamo le azioni europee, sia per il loro reddito che per il potenziale di crescita del capitale. Lo scorso anno, la regione è stata gravata da preoccupazioni politiche, che sembrano però in via di attenuazione. Oltre a presentare valutazioni interessanti, le azioni europee evidenziano anche una dinamica degli utili più forte rispetto agli Stati Uniti, dove emergono segnali indicanti un processo di contrazione dei margini, dovuto al fatto che l'aumento dei costi salariali comincia a esercitare i suoi effetti.

Il contesto di domanda relativamente debole, in combinazione con pressioni deflazionistiche, ha provocato una diminuzione della capacità delle società europee di imporre aumenti dei prezzi. Ora rileviamo alcuni segnali di miglioramento su questo fronte, con un incremento della domanda e un ritorno dell'inflazione nell'economia dell'eurozona.

Il rafforzamento delle stime di inflazione ha contribuito a creare un certo potere di determinazione dei prezzi, sostanzialmente assente nel precedente ciclo deflazionistico. I settori con una leva operativa più elevata traggono a loro volta vantaggio dal miglioramento della crescita della top line. Anche un incremento relativamente modesto dei margini, unito a un'ulteriore crescita della top line, potrebbe essere sufficiente ad alimentare una significativa accelerazione degli utili.

Negli ultimi tre mesi, vi è stato un numero rilevante di revisioni al rialzo per le società europee e, tra le regioni sviluppate, solo in Giappone le revisioni al rialzo sono state più numerose di quelle al ribasso. In effetti, le stime di crescita degli utili per azione per il 2017 in Europa sono costantemente aumentate negli ultimi otto mesi e sono al momento assestate al 18,9 per cento17

Questo andamento contrasta nettamente con i cinque anni precedenti, in ciascuno dei quali abbiamo osservato nella regione revisioni al ribasso cumulative del 10 per cento. Gli indicatori anticipatori suggeriscono inoltre che questa dinamica è sostenibile, con una relazione storica relativamente forte tra indagini sulle imprese, come gli indici ISM e PMI e crescita degli utili per azione (EPS). Il recente rimbalzo registrato da entrambi gli indicatori dovrebbe essere di buon auspicio in termini di rispetto delle elevate previsioni di consenso.

Per quanto riguarda il segmento obbligazionario, rileviamo opportunità anche sul fronte dei titoli di stato australiani e canadesi. Le obbligazioni canadesi decennali offrono uno spread favorevole di 57 punti base rispetto ai Treasury USA e di 129 punti base rispetto ai Bund, mentre gli spread offerti dalle analoghe emissioni australiane sono rispettivamente di 226 punti base e 40 punti base18. Entrambe le economie, in particolare quella canadese, devono far fronte a problemi economici dovuti alla dipendenza dai mercati delle materie prime. Ciò rende improbabile un aumento dei tassi d'interesse nell'immediato futuro, anche qualora i mercati immobiliari dessero segnali di allarmi. 

Sources:

1 Financial Times Market Data, 1 July 2017

https://markets.ft.com/data/dataarchive/ajax/fetchreport?reportCode=GWSM&documentKey=688_GWSM_170701

2 Financial Times Market Data, 1 July 2017

https://markets.ft.com/data/dataarchive/ajax/fetchreport?reportCode=GMKT&documentKey=688_GMKT_170701

3 Financial Times Market Data, 1 July 2017

https://markets.ft.com/data/dataarchive/ajax/fetchreport?reportCode=GMKT&documentKey=688_GMKT_170401

4 Aviva Investors’ House View Q2 2017

https://www.avivainvestors.com/en-gb/institutional/house-view--q2-2017.html

5 Aviva Investors’ House View Q2 2017

https://www.avivainvestors.com/en-gb/institutional/house-view--q2-2017.html

6 Reuters 20 June 2017: South Africa adds central bank row to economic and political troubles

http://uk.reuters.com/article/us-safrica-cenbank-idUKKBN19B2VM

7 Financial Times 27 January 2017: Turkey cut to junk by Fitch, losing last major investment-grade rating

https://www.ft.com/content/feb883bd-577f-31c6-b977-1c8082eccbad?mhq5j=e3

8 Bloomberg 22 June 2017: Why Erdogan Is Flooding Turkey’s Economy With Credit

https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-06-22/why-erdogan-is-flooding-turkey-s-economy-with-credit

9 Bloomberg, USD Turkey Government Bond Generic Bid Yield 10 Year, 27 June 2017

10 Source: Bloomberg, as at 31 March 2017

11 Source: Bloomberg, as at 3 April 2017

12 Source: Thomson Reuters, as at 4 April 2017

13 Reserve Bank of India Financial Stability Report 2017-18, June 2017

https://rbidocs.rbi.org.in/rdocs/PublicationReport/Pdfs/05FC1_300617DFEB6FE010564589AD82D3F74058865B.pdf

14 Bloomberg 12 June 2017India Central Bank's Freedom Gets Crucial Test

https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-06-12/india-central-bank-takes-some-heat-from-modi-team-on-rates

15 A Fitch: India GST Bill a Positive Reform Signal, 4 August 2016

https://www.fitchratings.com/site/pr/1009953

16 IMF Staff Report on India, January 2017

https://www.imf.org/en/Publications/CR/Issues/2017/02/22/India-2017-Article-IV-Consultation-Press-Release-Staff-Report-and-Statement-by-the-Executive-44670

17 Aviva Investors’ House View Q2 2017

https://www.avivainvestors.com/en-gb/institutional/house-view--q2-2017.html

18 Financial Times Market Data, 1 July 2017

https://markets.ft.com/data/dataarchive/ajax/fetchreport?reportCode=GMKT&documentKey=688_GMKT_170701

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RA17/0957/31102017