Riforme: un percorso verso la resilienza dei paesi emergenti?

Dopo alcune riunioni del FMI a Washington, D.C., Carmen Altenkirch e Dariusz Kedziora esprimono le proprie opinioni su come le prospettive di riforma potrebbero definire il debito dei paesi emergenti.

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I paesi emergenti stanno affrontando crescenti difficoltà dovute alla moderazione della crescita economica globale e al contestuale aumento dell’incertezza politica e questo rende le riforme strutturali ancora più importanti per attrarre capitali e contribuire a sostenere la crescita economica. Eppure il ritmo del progresso potrebbe rallentare.

I paesi emergenti devono focalizzare le riforme in sei aree target per poter proteggere le proprie economie in un contesto più fragile

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), i paesi emergenti devono approfondire il percorso di riforma in sei aree target per poter proteggere le proprie economie in un contesto più fragile: governance, scambi commerciali, lavoro, finanza nazionale (come il controllo dei tassi d’interesse), finanza estera e regolamentazione dei mercati, compresi i diritti di proprietà.¹

Il successo delle riforme dipenderà da una serie di fattori, come ad esempio tempistiche, realizzazione, dipendenza dell’economia di un paese da capitali esteri, nonché da come le riforme stesse interagiscono con l'infrastruttura istituzionale esistente. Tra i fattori più importanti vi è l’allineamento degli obiettivi dei politici, dei decisori e del pubblico: quanto più sono allineati, tanto maggiore sarà la probabilità di successo.

Ottimizzazione dei benefici

L’Ucraina è uno dei casi in cui un’elezione ha contribuito ad allineare gli obiettivi

Dopo le importanti elezioni tenute lo scorso anno in molti paesi emergenti, i nuovi mandati degli elettori offrono l’opportunità di rinnovare la spinta propulsiva verso le riforme. L’Ucraina è uno dei casi in cui un’elezione ha contribuito ad allineare gli obiettivi. La clamorosa vittoria del Presidente Volodymyr Zelensky ad aprile è stato un voto popolare contro la corruzione e a favore delle riforme.

Il governo deve mostrarsi inflessibile nella lotta contro la corruzione e nel recupero di miliardi di dollari

Il piano di riforme di Zelensky mostra già i primi progressi, con un nuovo programma del FMI che sarà probabilmente sottoscritto nei prossimi mesi. Il miglioramento della fiducia interna sta sostenendo la crescita, che nel 2019 dovrebbe salire al 3,3% dal 2,5% nel 2017. L’aumento della fiducia sta favorendo afflussi significativi nel mercato locale al ritmo di USD 4 miliardi dall’inizio di quest’anno e grazie a ciò la grivnia chiuderà l’anno tra le valute con le migliori prestazioni. L’apprezzamento della valuta ha ridotto l’inflazione, consentendo alla banca centrale del paese di tagliare i tassi d’interesse al fine di incoraggiare l'attività economica.

Tuttavia c’è ancora molto da fare. Per mantenere questo percorso, Zelensky deve rispondere alle preoccupazioni in merito a corruzione e indipendenza della banca centrale, ammorbidire le regole sulla proprietà fondiaria, introdurre politiche antimonopolistiche e stabilizzare il sistema giuridico. Anche i negoziati con il FMI sono subito giunti a un intoppo legato alla nazionalizzata PrivatBank. La decisione del governo di nazionalizzare PrivatBank nel 2016 è stata contrastata da Ihor Kolomoisky, un magnate legato a Zelensky.²

Il governo deve mostrarsi inflessibile nella lotta contro la corruzione e nel recupero di miliardi di dollari iniettati in PrivateBank. Se le riforme saranno attuate e gli investitori rassicurati, l’Ucraina potrebbe trarne ancora più vantaggi.

Una strada più lunga verso le riforme

L’ Angola ha dimostrato un forte impegno verso le riforme, ma parte da una posizione più vulnerabile rispetto all’Ucraina

Le riforme economiche possono essere vantaggiose per tutti i paesi, ma sono di massima priorità per i paesi emergenti più piccoli, che spesso sono più dipendenti dai finanziamenti esteri. Tuttavia sono i più vulnerabili a shock esterni, come il calo dei prezzi delle materie prime e il clima sfavorevole di fiducia del mercato. In questo modo viene meno la capacità di rimediare agli errori politici.

Anche lo Zambia sta affrontando sfide significative e potrebbe non avere la volontà politica di proseguire il percorso delle riforme indotto dal FMI

L’Angola ha dimostrato un forte impegno verso le riforme, ma parte da una posizione più vulnerabile rispetto all’Ucraina. In Angola, il nuovo presidente João Lourenço ha sganciato la valuta nazionale, il kwanza, per rendere il paese più appetibile agli investitori. Così facendo, però, la volatilità è schizzata in alto e il kwanza è stato tra le valute con le peggiori performance di quest’anno. Tra le priorità di Lourenço vi sono la stabilizzazione del tasso di cambio, il rafforzamento delle riserve valutarie e l'attuazione di misure mirate a ridurre il fabbisogno di finanziamento del governo.

Anche lo Zambia sta affrontando sfide significative e potrebbe non avere la volontà politica di proseguire il percorso di riforma indotto dal FMI. Sebbene alcune autorità politiche stiano cercando il supporto del FMI e desiderino procedere con il risanamento dei conti, il Presidente Edgar Lungu sta aumentando la spesa, in particolare nelle infrastrutture, nell’intento di ottenere consenso in vista delle elezioni del 2021. Si sta creando un vero e proprio “muro” di scadenze del debito, senza alcun accordo di rinegoziazione con le autorità della Cina, il maggior creditore dello Zambia. Il finanziamento da fonti esterne è in aumento, ma le riserve in valuta estera stanno scarseggiando, con il conseguente rischio di una crisi del debito.

Entrambi i paesi dipendono fortemente dalle materie prime: l’Angola dal petrolio e lo Zambia dal rame. In un contesto in cui il petrolio si potrebbe trovare in calo strutturale e la volatilità dei metalli in aumento, le riforme saranno quanto mai necessarie, sebbene la loro efficacia non sia certa.

Allineamento degli interessi

L’allineamento è importante: consideriamo il Cile, dove un’ondata di violente proteste iniziate a ottobre contro gli aumenti dei biglietti della metropolitana sta bloccando l'economia

L’attuazione delle riforme strutturali può richiedere tempi più lunghi del previsto. Se le riforme vengono allineate con il supporto delle aziende locali, delle autorità politiche e della popolazione in generale, è più probabile che genereranno risultati di lungo termine. Consideriamo il Brasile, ad esempio, dove il 22 ottobre il Senato Federale con il supporto di leader politici, tecnici ed elettori ha approvato la difficile riforma delle pensioni proposta dal nuovo Presidente Jair Bolsonaro. L’iniziativa ha iniettato la tanta attesa e necessaria fiducia negli investitori. Il valore del credit default swap (CDS) a cinque anni del Brasile, ossia il costo necessario per assicurarsi contro l’insolvenza e una misura del premio di rischio, è sceso a 121 pb al 5 dicembre da circa 210 pb all’inizio dell’anno, si veda la Figura 1.

Grafico 1: five-year CDS: Brazil vs. Chile
Five-year CDS: Brazil vs. Chile
Fonte: Bloomberg, dati al 5 dicembre 2019

Possiamo comprendere l’importanza dell’allineamento anche da ciò che accade in Cile, dove un’ondata di violente proteste iniziate a ottobre contro gli aumenti dei biglietti della metropolitana sta bloccando l'economia. Per decenni il paese è stato considerato un modello per le riforme orientate al mercato, attraendo capitali esteri e aumentando i livelli del reddito in generale. Eppure anche queste politiche hanno determinato massicce disuguaglianze economiche all’interno del paese, contribuendo ad alimentare le recenti proteste e ad esercitare pressioni sull'economia. Sebbene il CDS a cinque anni del Cile resti ben al di sotto di quello del Brasile, il 5 dicembre è salito a oltre 50 pb da circa 30 pb prima delle proteste; si veda il Grafico 1.

Anche il Brasile ha pagato le conseguenze delle proteste di massa nel 2015 e 2016 a causa di uno scandalo per corruzione. Ma questa volta Bolsonaro è riuscito a far approvare una dolorosa ristrutturazione delle pensioni nazionali senza ampie ripercussioni sull’ordine pubblico. Quando si tratta di riforme, la tempistica è importante.

La Polonia è impegnata in un piano trentennale di riforme strutturali ed è l'economia europea a più rapida crescita

I risultati raggiunti dalla Polonia

Il tentativo della Polonia di limitare il potere giudiziario potrebbe indebolire le sue infrastrutture di governance e spaventare i potenziali investitori

La solidità delle infrastrutture istituzionali esistenti può anch'essa contribuire all’efficacia delle riforme, laddove secondo il FMI la governance è tra i fattori più importanti.³ I miglioramenti della governance non soltanto favoriscono direttamente una crescita economica più produttiva, ma amplificano indirettamente l’efficacia di riforme nuove e non correlate.

La Polonia, ad esempio, è impegnata in un piano trentennale di riforme strutturali. L’indirizzo politico principale è stato costante e ha ottenuto il sostegno dell'opinione pubblica. Dopo l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea nel 2004, il paese ha beneficiato delle riforme sin dai primi anni, riuscendo a cogliere appieno nuove opportunità e a registrare una crescita senza precedenti. Dal 1989, il PIL pro capite polacco è aumentato di circa il 150%, facendo del paese l'economia con il più alto tasso di crescita in Europa durante questo periodo.⁴ La Polonia è uno dei migliori esempi dei successi che è possibile realizzare nel tempo grazie all’allineamento delle riforme.

Tuttavia, una recente legge che mette a dura prova l’indipendenza giudiziaria sta sollevando preoccupazioni a livello internazionale. Il governo ha infatti introdotto una legislazione che prevede la possibilità di condurre indagini e sanzionare i giudici per le loro sentenze. La Commissione Europea ha impugnato la legge presso il tribunale di massima istanza dell’Europa. Il tentativo del paese di limitare il potere giudiziario potrebbe indebolire le infrastrutture di governance polacche e spaventare i potenziali investitori.

Affrontare i problemi separatamente senza considerare il loro potenziale impatto su altre aree dell’economia potrebbe annullare l'effetto di eventuali benefici. Ad esempio, se un paese ammorbidisce la normativa volta a incoraggiare l’investimento estero ma non protegge i diritti degli investitori, gli eventuali impatti positivi potrebbero essere minimi. Ma è vero anche il contrario. Se un paese si impegna contemporaneamente in tutte le sei aree di riforma identificate dal FMI, il PIL potrebbe salire di almeno un punto percentuale l’anno nell'arco di sei anni.⁵

Al contempo, le riforme devono essere definite tenendo conto della situazione specifica di ogni paese. Il successo è possibile soltanto quando gli obiettivi sono allineati, sia internamente che esternamente.

Bibliografia:

  1. “World Economic Outlook: Global Manufacturing Downturn, Rising Trade Barriers”, International Monetary Fund, Ottobre 2019
  2. Anthony Deutsch, “Ukraine loan talks with IMF stalled over PrivatBank: central bank”, Reuters, 11 ottobre 2019
  3. “Reigniting growth in low-income and emerging market economies: what role can structural reforms play?”, Fondo Monetario Internazionale, Ottobre 2019
  4. Marcin Piatkowski, “Poland has become Europe’s growth champion, but can this success continue?”, London School of Economics, 2018
  5. “Reigniting growth in low-income and emerging market economies: what role can structural reforms play?”, Fondo Monetario Internazionale, Ottobre 2019

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