Una sentenza storica all'Aia ha ordinato alla Royal Dutch Shell di muoversi più rapidamente per allineare le sue emissioni all'accordo di Parigi sul clima. Thomas Tayler, avvocato e senior manager presso il Sustainable Finance Center for Excellence di Aviva Investors, valuta le conseguenze.

Le principali società quotate si ritrovano a essere bersaglio di un'azione legale mirata a indurle ad accelerare la riduzione delle emissioni di carbonio. Secondo gli ultimi sviluppi, definiti da alcuni come rivoluzionari, il 26 maggio la Royal Dutch Shell ha ricevuto l’ingiunzione di ridurre entro il 2030 le emissioni, di cui agli ambiti 1, 2 e 3, del 45% rispetto ai livelli del 2019.

La decisione potrebbe aprire la strada per un’azione simile

La giudice ha stabilito tale necessità di intervento per evitare che Shell violi il suo obbligo di diligenza, per prevenire effetti nocivi e rispettare i diritti umani. Mentre la società farà appello, avvocati e attivisti ambientali ritengono che la decisione potrebbe aprire la strada per un’azione simile contro altri importanti compagnie responsabili di emissioni aziendali.

In questa D&R, Thomas Tayler prende in esame la sentenza e le implicazioni per le maggiori compagnie petrolifere e gli investitori che detengono attività a elevata intensità di carbonio.

Qual è il significato della sentenza contro Royal Dutch Shell?

È la prima volta che un tribunale ordina a un'azienda privata di ridurre le emissioni di gas serra. In precedenza, il contenzioso climatico ha portato i tribunali a imporre obiettivi vincolanti di emissioni per i paesi, in particolare nei Paesi Bassi, ma è la prima volta che un'azienda riceve l’ordine di agire.

Il contenzioso sta contribuendo alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, incoraggiando i governi e le aziende ad andare oltre e a rispondere alle esigenze della società di affrontare il cambiamento climatico. Rientra in un quadro più ampio, che ha visto portare molti altri casi su questioni climatiche dinanzi ai tribunali.

La sentenza ha ruotato intorno al concetto di torti civili, spiegato in una parte specifica del codice civile olandese che incorpora l’obbligo di diligenza. Esso vieta a un'entità di agire in contrasto con un livello di diligenza generalmente riconosciuto. Ciò significa che Shell deve agire in modo coerente con ciò che la collettività si aspetterebbe.

Non è così nel Regno Unito. Noi abbiamo diverse categorie di negligenze, e queste possono mutare, ma non abbiamo lo stesso tipo di generalizzazione. Per consentire di individuare una nuova categoria di obbligo di diligenza un contendente dovrebbe convincere un tribunale su aspetti specifici e determinati.

La giudice ha combinato alcune ipotesi coraggiose su ciò che la collettività crede in merito al cambiamento climatico e ai diritti umani e su ciò che la collettività si aspetta dalle imprese; in tal modo, il dibattito ha realmente fatto progressi.

Ad esempio, il tribunale ha affermato che non vi è stata alcuna controversia sul fatto che le azioni della Shell stessero contribuendo al riscaldamento globale. Si trattava ancora di una questione di cui discutevano alcune delle maggiori compagnie petrolifere e del gas alcuni anni fa. L’accettazione della climatologia e dell’attribuzione climatica sono le fonti da cui scaturirà la prossima ondata del contenzioso climatico.

Il nostro programma di escalation dell'impegno per il clima evidenzia che circa 30 aziende sono responsabili di circa un terzo delle emissioni globali. Tali aziende dovranno affrontare questi problemi con estrema attenzione.

Ci è voluto molto tempo prima che un tribunale condannasse una delle principali società petrolifere e del gas. Ci sono stati fattori specifici che lo hanno reso possibile?

La giudice ha elegantemente utilizzato i principi delle convenzioni sui diritti umani e le relative norme globali. Di pertinenza sono stati l'articolo 2 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (diritto alla vita) e l'articolo 8 (diritto alla vita privata e familiare).

La cosa vale per tutti, a causa della natura globale del problema.

Non è stato preso in considerazione l’impatto delle azioni di Shell in tutto il mondo, ma unicamente nei Paesi Bassi, considerando in che modo il riscaldamento globale sta colpendo i cittadini di quel paese. Ma la cosa vale per tutti, a causa della natura globale del problema.

Il fatto che al governo olandese fosse stato ordinato dai tribunali di ridurre le emissioni è stato citato come un precedente dato che gli articoli due e otto tutelavano contro le conseguenze del cambiamento climatico. Questa sentenza si basa sulla decisione precedente.

La giudice ha anche fatto riferimento ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e alle linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali come normative per ciò che le imprese dovrebbero fare. Si tratta di un altro momento in cui la giudice è stata coraggiosa, perché, sebbene sia universalmente accettato che le imprese dovrebbero rispettare i diritti umani, questa sentenza stabilisce in maniera chiara che farlo non dovrebbe essere passivo.

La responsabilità copre l’intera catena del valore di Shell, comprese le emissioni di cui al campo di applicazione 3, ossia le emissioni generate dagli utilizzatori dei prodotti Shell. Shell ha sostenuto di non avere l'obbligo legale di ridurli, ma il tribunale non ha concordato. Si tratta di un grande passo avanti.

La climatologia è una scienza riconosciuta e la prima parte della sentenza ne è un’utile sintesi. La giudice ha riconosciuto che Shell era solo parzialmente responsabile del riscaldamento, ma ciò non l’esimeva dalla sua responsabilità di agire. Hanno respinto l’argomentazione che Shell ha avanzato come scusa per non effettuare tali riduzioni secondo cui, se fosse stata obbligata a ridurre le emissioni, uno dei suoi concorrenti avrebbe semplicemente colmato il divario.

Effettuare una riduzione del 45 per cento potrebbe essere costoso ma la necessità di ridurre le emissioni ha prevalso su questo aspetto

Una delle cose più sbalorditive che la giudice ha riferito, ha riguardato quanto le riduzioni delle emissioni potrebbero frenare la crescita di Shell. Ha ammesso che effettuare questa riduzione del 45 per cento potrebbe essere costoso da un punto di vista commerciale, ma la necessità di ridurre le emissioni ha prevalso su questo aspetto. Si tratta di una conclusione estremamente importante, che verrà sicuramente utilizzata come precedente in azioni future.

La giudice ha affermato che Shell non sta attualmente infrangendo alcuna legge. Ma se le riduzioni delle emissioni non vengono effettuate, si violerà la norma non scritta dell’obbligo di diligenza. Da qui la necessità di cambiare rotta e ripensare la strategia proposta agli investitori. La giudice è stata alquanto severa riguardo tali piani: ha troppe riserve. Vuole qualcosa di concreto per ridurre le emissioni.

Quanto potrebbe essere importante un’azione legale rispetto ad altri strumenti per affrontare l’emergenza climatica, come le carbon tax o la pressione degli investitori?

Il contenzioso ha un enorme potere di segnalare ciò che la società è disposta a tollerare. A volte la minaccia può essere importante quanto lo stesso contenzioso. Se aziende e governi temono di vedersi imporre sanzioni per inadempimento delle proprie responsabilità, saranno fortemente incentivati a fare la cosa giusta.

Ci sono altri strumenti che indicano ai mercati che le attività non allineate con la transizione non saranno buoni investimenti a lungo termine.

Ma ci sono altre leve che potrebbero essere più potenti, tra cui obiettivi specifici e cambiamenti politici. Questi sono gli elementi che indicano ai mercati che le attività non allineate con la transizione non saranno buoni investimenti a lungo termine.

Dobbiamo anche riallineare l'architettura finanziaria globale per ottenere una transizione fluida e giusta e concentrarci sulla divulgazione, con particolare attenzione alla pianificazione della transizione. Si fa già riferimento al rispetto del rischio giuridico nell'ambito dei principi stabiliti dalla Task Force on Climate-related Financial Disclosures. Forse finora questo aspetto è stato un po' trascurato a causa della comprensibile attenzione rivolta ai rischi fisici e di transizione, ma è necessario che tutti lo prendano in più seria considerazione.

Abbiamo bisogno di analisi più lungimiranti degli scenari e di ipotesi integrate nelle decisioni di investimento e di rischio. Pensate a ciò che accade se mentre si guida si guarda costantemente nello specchietto retrovisore invece di concentrarsi sul parabrezza. Ci si schianterà.

Quindi, gli investitori devono pensare in modo diverso al rischio di contenzioso?

A un'azienda privata il tribunale ha detto che i suoi piani di transizione non sono abbastanza buoni. Speriamo che questo evento funga da segnale e che aiuti le aziende a rendersi conto di dover apportare cambiamenti coerenti con gli obiettivi della collettività.

Intravede il rischio di un aumento dell’immobilizzazione delle attività alla luce della sentenza Shell, delle rivolte degli azionisti di ExxonMobil e Chevron, nonché della Banca d’Inghilterra che segnala che il prezzo del carbonio potrebbe raggiungere i 150 dollari entro il 2030?

È difficile valutare gli impatti a lungo termine, ma renderà le persone più coraggiose nell'uso degli strumenti a disposizione. Vedremo più delibere assembleari e contenziosi, e le aziende e i loro investitori devono essere preparati.

A volte è più efficace per le aziende cercare soluzioni collaborative

Quando ci si trova ad affrontare un contenzioso o una delibera assembleare, talvolta è più efficace per le aziende cercare soluzioni collaborative. Ad esempio, la delibera assembleare di BP che abbiamo co-guidato è stata efficace perché la direzione ha collaborato e l’ha sostenuta.

Le maggiori compagnie petrolifere devono iniziare a tagliare la produzione, e questo potrebbe influire sul rischio di attività bloccate. L’Agenzia Internazionale per l’Energia ha recentemente pubblicato il suo percorso verso 1,5 gradi, secondo il quale non c’è bisogno di nuove esplorazioni petrolifere o del gas nella transizione energetica. La maggior parte delle principali compagnie, ad eccezione forse di BP, presumeva che potessero continuare a trovare nuove riserve e continuare a pompare mentre la transizione energetica era in corso. Tuttavia, è chiaro che ulteriori esplorazioni per trovare nuovi giacimenti di gas o petrolio sono incompatibili con il percorso verso 1,5 gradi.

Nelle analisi degli scenari degli investitori si possono prendere in considerazione gli orientamenti della Banca d’Inghilterra sul costo del carbonio. È necessario chiedersi: “Questo business è fattibile se è previsto il pagamento di un prezzo del carbonio di 150 dollari, o ci sono crediti di carbonio sufficienti per far procedere questo business così com'è? Oppure dobbiamo vedere un piano chiaro dalla direzione intrapresa per completare la transizione?” Questo fornisce un segnale forte.

Prevede modifiche al costo del capitale per le principali compagnie petrolifere?

Credo che ci saranno ripercussioni per le industrie fortemente inquinanti, causate dai prezzi del carbonio e dai cambiamenti dei sussidi. Su questi temi abbiamo sentito molta retorica e tante promesse dal governo andando indietro fino alla Dichiarazione di Rio del 1992. Ma stiamo esaurendo il tempo a nostra disposizione e i governi non possono continuare a tergiversare.

Quanto prima i paesi prenderanno le misure necessarie, tanto più agevole sarà la transizione

Alla fine, i paesi prenderanno le misure necessarie per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi? Se lo faranno, vedremo cambiamenti significativi. Prima si verificheranno, tanto più fluida sarà la transizione.

Ma se continueranno a posporre l’azione, o si giungerà a una transizione disordinata con un notevole dissesto del valore o finiremo in uno scenario a effetto serra in cui il riscaldamento sarà fuori controllo. Potrebbe verificarsi che, superando i due gradi o due gradi e mezzo, si violino i punti critici con una serie di retroazioni che porteranno il riscaldamento a livelli inaccettabili. Potremmo improvvisamente trovarci con un surriscaldamento di cinque o sei gradi. In questo scenario, il sistema finanziario nella sua forma attuale non esisterà e anche l’esistenza dell’umanità sarà minacciata.

C'è un ruolo che il contenzioso può assumere in materia di compensazione del carbonio, per garantire la validità dei crediti?

Sì. La scienza ci dice che le emissioni che non rilasciamo ora ci concedono un po’ più di tempo per affrontare le cose. A medio termine avremo bisogno di compensazioni per alcuni settori difficili da contenere. Che si tratti di soluzioni che si rifanno alla natura o a tecnologie applicate, dovremo trovare il modo di farle funzionare.

Garantire l'integrità del mercato delle compensazioni è un aspetto su cui dobbiamo concentrarci

Il contenzioso può essere utile se ci sono soggetti che ingannano il sistema. Si può avere una foresta totalmente recintata, ma potrebbe essere stata "venduta" sei volte a sei diversi soggetti. Pertanto, dobbiamo concentrarci sull'integrità del mercato delle compensazioni.

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