Nel 2026, gli investitori intendono incrementare le loro allocazioni ai mercati privati. Il debito resta una componente stabile, ma l'azionario è pronto a recuperare terreno.
Leggi questo articolo per scoprire:
- Perché i rendimenti del debito stanno diminuendo
- L'evoluzione delle dinamiche dei rendimenti nell'azionario
- In che modo questi e altri fattori stanno contribuendo a ristabilire un equilibrio tra le opportunità di debito e quelle azionarie
Nota: in questo articolo, con "debito" e "azionario" si fa riferimento rispettivamente a "debito privato" e "azionario dei mercati privati" (con focus sui real asset), salvo ove diversamente specificato.
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Lo slancio dei mercati privati sembra destinato a perdurare nel 2026. Il nostro ultimo Private Markets Study ha rilevato che i mercati privati stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nei portafogli di investimento.1 I 500 investitori globali intervistati hanno affermato che la quota delle allocazioni ai mercati privati nei loro portafogli è aumentata dal 10,5 percento nel 2023 al 12,5 percento nel 2025 (cfr. Figura 1). L'ottantotto percento degli investitori istituzionali globali intendono incrementare (49 percento) o mantenere (39 percento) le loro allocazioni ai mercati privati nel corso dei prossimi due anni.
Figura 1: Average allocation to private market assets (percentage of total portfolio)
Source: Aviva Investors. Data as of October 2025.
Una nuova dinamica nella raccolta di capitali
Negli ultimi dieci anni, la raccolta di capitali e gli asset gestiti (AuM) dei mercati privati hanno registrato una crescita costante, nell'ambito di un contesto di opportunità di investimento in evoluzione. Storicamente, la raccolta di capitali è stata più elevata nelle asset class azionarie rispetto a quelle del debito, con una ripartizione pari rispettivamente al 55 e al 45 percento, misurata nell'arco di dieci anni. Tuttavia, questa tendenza può talvolta invertirsi,
come avvenuto nel periodo tra il 2000 e il 2023, quando sebbene sia stata registrata una diminuzione complessiva dei volumi aggregati di raccolta di capitali, nel debito privato la raccolta raggiunse livelli mai registrati prima. Ciò era stato determinato da un cambiamento delle condizioni macroeconomiche.
Nel 2025, abbiamo assistito al ritorno di due tendenze. La prima è stata la ripresa al rialzo della raccolta di capitali totale in tutti i mercati privati. La seconda è stata il ritorno delle allocazioni azionarie alla loro tendenza di lungo termine, arrivando a rappresentare circa il 60 percento della raccolta di capitali. All'interno di questo contesto, l'azionario infrastrutturale ha registrato una crescita straordinaria, favorita dalla stabilizzazione dei rendimenti reali, dalla resilienza relativa ai tassi di sconto più elevati e dall'aumento dello stimolo fiscale, che hanno catalizzato gli investimenti (cfr. Figura 2).
Sulla scia di questo momentum, l'azionario infrastrutturale sta registrando un forte aumento delle intenzioni di allocazione nel corso del prossimo biennio. Nel nostro Private Markets Study 2026 è in prima posizione, con l'81 percento degli investitori istituzionali globali che ha affermato di voler incrementare (36 percento) o mantenere (45 percento) le allocazioni nel corso dei prossimi due anni.
In questo articolo, analizziamo queste dinamiche in evoluzione e cosa comportano per gli investitori.
Figura 2: European fundraising by asset class
Source: Aviva Investors, Preqin. Data as of October 2025.
Debito privato: rischio e rendimento restano favorevoli
Con l'aumento dei tassi di riferimento nel 2022, il debito privato aveva iniziato a offrire opportunità sempre più interessanti. L'asset class è sostenuta dai rendimenti complessivi nei mercati del credito pubblico, che in quel periodo sono cresciuti sensibilmente (cfr. Figura 3).
Figura 3: Public credit all-in yields (per cent)
Past performance is not a reliable indicator of future returns.
Source: Aviva Investors analysis and ICE BofAML EUR investment grade corporate index. Data as of Q4 2025.
Il debito privato offre inoltre un premio di illiquidità. Per gli investitori in grado di investire capitale paziente in debito privato meno liquido, questo premio rappresenta un'opportunità per guadagnare rendimenti aggiuntivi rispetto al credito pubblico.
La combinazione di rendimenti complessivi del credito pubblico più elevati e premio di illiquidità aveva determinato rendimenti più elevati per il debito privato.
Il ciclo di rialzi aveva portato i rendimenti del debito privati a livelli interessanti e aveva innescato un repricing nell'azionario dei real asset
Parallelamente, sebbene il ciclo di rialzi avesse portato i rendimenti del debito privato a livelli interessanti, aveva altresì innescato un repricing nell'azionario dei real asset. La rapidità del ciclo di rialzi aveva generato una temporanea inversione nelle dinamiche di rischio-rendimento: in molti casi, i rendimenti del debito avevano potuto soddisfare le esigenze degli investitori a fronte di un rischio inferiore rispetto all'azionario. Il capitale, in cerca di efficienza, si è dunque orientato verso tale opportunità.
Tuttavia, il contesto sta cambiando. I tassi di riferimento in molti mercati sono destinati a diminuire o sono già stati ridotti, gli spread del credito pubblico sono rimasti molto compressi e un crescente volume di capitale si sta indirizzando verso il debito privato. Questo capitale sarà alla ricerca di opportunità di investimento, esercitando pressione sul premio di illiquidità del debito privato.
Di conseguenza, sebbene quest'ultimo continui a offrire rendimenti corretti per il rischio interessanti e continuerà a soddisfare determinate esigenze degli investitori, i rendimenti complessivi si stanno riducendo, raggiungendo un livello più tipico rispetto all'azionario (cfr. Momentum continuo: L'outlook per il debito infrastrutturale europeo).2 Gli investitori in ricerca di rendimenti più elevati potrebbero dover raggiungere tale obiettivo tramite le azioni.
Un contesto di rendimenti in crescita per l'azionario immobiliare
I tassi d'interesse in aumento avevano determinato un periodo di forte repricing che aveva innescato una crescita di capitale negativa tra il 2022 e il 2024
Nel frattempo, l'azionario immobiliare ha registrato la tendenza opposta. Come mostrato nella Figura 4, i tassi d'interesse in aumento avevano determinato un periodo di forte repricing che aveva innescato una crescita di capitale negativa tra il 2022 e il 2024. In quel periodo, il settore immobiliare ha attraversato una fase di price discovery e, comprensibilmente, gli investitori hanno preferito attendere finché non ci fosse stata maggiore chiarezza.
Nel 2024, i prezzi hanno iniziato a stabilizzarsi sia nel Regno Unito che in Europa, riportando nuovamente le performance verso i livelli storici.
Guardando al 2026 e oltre, la rivalutazione degli asset e il contesto macroeconomico sono favorevoli per i rendimenti dell'azionario immobiliare, poiché i fondamentali di domanda e offerta restano equilibrati nella maggior parte dei settori e delle regioni.
Si prevede che i rendimenti da reddito più elevati, sostenuti dalla rivalutazione dei valori patrimoniali e da una crescita dei canoni positiva, seppur moderata, guideranno la performance nel prossimo ciclo.
Figura 4: MSCI Pan-European Funds Quarterly Property Index: 12-month rolling capital growth positive (per cent)
Past performance is not a reliable indicator of future returns.
Source: Aviva Investors, MSCI PEPFI (Property level). Data as of Q3 2025.
Dal momento che i rendimenti complessivi sul debito iniziano a ridursi, è più probabile che gli investitori saranno maggiormente tentati di tornare all'azionario, dove anche i rendimenti hanno raggiunto una certa stabilità. Il costo del debito è attualmente a un livello tale da contribuire alla performance dell'azionario immobiliare (cfr. Figura 5), anche se in modo diverso nei vari settori e mercati.
Figura 5: Real-estate equity yields have stabilised (per cent)
Past performance is not a reliable indicator of future returns.
Source: Aviva Investors, MSCI UK Quarterly Property Index, Bloomberg. Data as of Q3 2025.
Sempre più opportunità nell'azionario infrastrutturale
La stabilizzazione dei rendimenti reali in Europa rappresenta un fattore positivo
Nel corso delle fasi di rialzo dei tassi, il settore infrastrutturale ha dimostrato di essere resiliente, con flussi di cassa contrattuali, protezione dall'inflazione e forte potere di pricing che hanno attenuato l'impatto dei tassi di sconto più alti.
In prospettiva, la stabilizzazione dei rendimenti reali in Europa (misurati in base ai rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni al netto dell'inflazione annuale) rappresenta un fattore positivo.
Essa offre agli investitori nell'azionario infrastrutturale sia protezione dai ribassi che l'opportunità di catturare un rialzo significativo qualora i rendimenti reali dovessero diminuire (cfr. Solide fondamenta: Sempre più opportunità nell'azionario infrastrutturale).3
Inoltre, il mutato contesto geopolitico sta richiamando l'attenzione sull'importanza strategica delle infrastrutture.
Condizioni favorevoli per l'azionario
La politica fiscale espansiva e l'allineamento con i fattori tematici di lungo termine, quali transizione energetica e sviluppi tecnologici, stanno generando fattori favorevoli aggiuntivi per la crescita, soprattutto nelle infrastrutture ma anche nell'azionario in generale.
Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, l'Europa dovrà investire circa 12.000 miliardi di euro in infrastrutture entro il 2040, il che richiederà una spesa annuale di 800 miliardi di euro. Questo rappresenta circa il 3,5 percento del PIL della regione, più del doppio dei livelli storici.4
Mentre per quanto riguarda i temi strutturali, i mercati privati offrono un solido allineamento con quelli che noi chiamiamo MegaTREND, ovvero le tematiche di lungo termine che plasmano le nostre società ed economie: tecnologia, resilienza al cambiamento climatico, transizione energetica, nuovo ordine globale e demografia.5 Ciò rappresenta condizioni favorevoli per la crescita delle strategie azionarie.
Ad esempio, nel lungo periodo, il settore infrastrutturale è destinato a beneficiare della transizione energetica e della sicurezza energetica in un ordine globale in evoluzione. Inoltre, beneficerà indirettamente anche del boom dell'intelligenza artificiale (cfr. House View 2026 Outlook).6 Nel frattempo, l'azionario immobiliare sarà sostenuto da cambiamenti demografici, con il mercato residenziale europeo, caratterizzato da carenza di offerta, che presenta solide opportunità.
È un aspetto da considerare attentamente dato che gli investimenti nei mercati privati sono per natura a lungo termine, meno liquidi e meno trasparenti rispetto ai mercati pubblici.
Ripristino dell'equilibrio naturale
L'attuale contesto dei tassi di riferimento fa sì che i rendimenti complessivi nel debito privato rimangano interessanti su una base corretta per il rischio.
Il sentiment degli investitori sta continuando a migliorare e l'allocazione di capitale sta aumentando in tutti i settori
Anche l'azionario però si trova in una posizione favorevole per la crescita. I fondamentali dell'asset class si sono stabilizzati e sono ulteriormente sostenuti dall'ambiente macroeconomico. Il sentiment degli investitori sta continuando a migliorare e l'allocazione di capitale sta aumentando in tutti i settori. Il supporto proveniente dallo stimolo fiscale e dall'allineamento ai MegaTREND di lungo termine sta inoltre rafforzando l'outlook.
Si sta ripristinando l'equilibrio naturale tra debito e azionario, in cui i rendimenti attesi sono allineati al livello di rischio.
Con la resilienza del debito che incontra la ripresa dell'azionario, nel 2026 gli investitori dei mercati privati dovranno gestire tale cambiamento. La buona notizia è che avranno maggiori possibilità di conseguire i loro obiettivi di investimento.